LA VERITÀ È UN MAGNIFICO DIAMANTE CON MOLTE SFACCETTATURE.
LA GRANDE LUCE RIEMPIE QUESTA GEMMA ED I COLORI RISPLENDONO DA OGNI LATO.
MISTICI, MESSAGGERI, SAGGI ED INSEGNANTI DI TUTTE LE EPOCHE, RAZZE E FEDI HANNO PARLATO DI UNA
DIFFERENTE FACCIA DI QUESTA COMUNE ETERNA VERITÀ.

  Amici – Nemici

la Natura della Realtà

Le sette promesse

Amare

Padre Nostro

Che cos’è l’inferno?

 

 

 

 

Che cos’è l’inferno?

Gehenna Ade Anubi Origene Daskalos

Domanda:

        Che cos’è l’inferno? È un luogo? Dove si trova?

Un Cercatore della Verità

Caro Cercatore,

l’inferno è generalmente concepito in due modi:

1. Inferno come condizione:
      L’inferno è la condizione dell’essere separati da Dio.

2. Inferno come un'ubicazione di luogo/spazio:

L’inferno è la dimora delle anime condannate e dei diavoli, il luogo di punizione eterna per il malvagio dopo la morte, presieduto da Satana che (secondo la Bibbia) vi sarà inviato un giorno, in quanto Satana ora non vive là. Da nessuna parte nella Bibbia si menziona che Satana risiede attualmente nell’inferno. Infatti in Giobbe 1: 6 si afferma che Satana è apparso con gli altri angeli “davanti al Signore”. Allora il Signore chiese a Satana dove era stato e Satana rispose: “A girare sulla terra, che ho percorsa.” Satana si muove liberamente sulla Terra. Nella prima lettera di Pietro è scritto: “Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare 1.

Da dove proviene questo concetto di inferno? Se esaminiamo la Bibbia vediamo molte parole greche ed ebraiche “tradotte” come inferno. Nel Nuovo Testamento le parole greche originali tradotte come “inferno” sono: “Geenna o Gehenna”, “Hades” ed un verbo: “tartaroo”.

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1 Pietro 5: 8

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Gehenna
Il termine Gehenna (Greco Geenna; Ebraico Ge Hinnom) era riferito ad un vero e proprio luogo a sud di Gerusalemme: la Valle di Hinnom. Era considerato un luogo di abominio perché la Bibbia afferma che in tempi remoti gli Israeliti vi sacrificavano i loro bambini ad una divinità malefica chiamata Moloch, il cui culto includeva sacrifici umani, prove del fuoco ed automutilazione. (Vedere 2 Re 16: 3, dove Ahaz “fece passare per il fuoco suo figlio” come offerta). Successivamente Gehenna divenne una discarica di rifiuti dove venivano gettati e bruciati sporcizia e gli animali morti della città. I fuochi erano mantenuti continuamente accesi per evitare la diffusione delle malattie. Ciò che non consumava il fuoco, lo divoravano i vermi. Da qui il riferimento di Gesù alla Gehenna (poi tradotta come inferno) come un luogo di “pianto e stridor di denti ”, “dove il verme non muore e il fuoco non si estingue. ”

Per gli antichi Greci Ade, inteso come luogo, era l’oltretomba stesso, diviso in due parti: una parte per i morti e l’altra, più in profondità, per i Titani catturati. Ade, secondo il mito, era un luogo severo dove venivano mandate le anime dei morti. Era infestato da oscure apparizioni e sorvegliato da Cerbero, un enorme cane tricipite con coda di drago. (Vedere ‘Le 12 fatiche di Ercole’ nel libro “Il Simbolo della Vita” di Daskalos). Nei miti Greci successivi la regione sotterranea di Ade fu anche descritta come il luogo dove venivano puniti i malvagi e ricompensati i buoni.

Nell’immagine a destra il Dio Greco Hermes accompagna i morti attraverso l’oltretomba, presentandoli ad Ade per essere giudicati. Più tardi i Romani adottarono questo mito e chiamarono Ade – Plutone ed Hermes – Mercurio.

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Ade
Il termine Ade, che è stato tradotto anche come inferno nella Bibbia, è una parola greca (hah'-dace), corrispondente alla parola ebraica Sheol (sheh-ole') che significa tomba. Ade era inoltre il nome dato al dio degli inferi nei primi miti greci. Come divinità, Ade era severo, ma non cattivo.

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In ogni caso, l’intera storia di Ade fu in realtà presa in prestito da una più antica interpretazione dell’Antico Egitto. È la stessa storia, ma con gli dei egiziani Osiride ed Anubi al posto di Ade ed Hermes.

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2Matteo 25,30
3Marco 9,48
4Dr. Stylianos Atteshlis, Il Simbolo della Vita, 2002, Vicenza, pag. 144 segg. (n.d.T.)

In questa storia originale, che risale ai primi tempi dell’Egitto, troviamo Anubi, un dio che giudica i morti e che presenta ad Osiride coloro che sono appena trapassati. Osiride è il dio dell’oltretomba, della morte e della risurrezione alla vita eterna.

Gli egiziani credevano che tutte le nostre buone e cattive azioni nella vita fossero registrate nel nostro cuore. Quindi, dopo la morte, il cuore del dipartito veniva pesato sul piatto di una bilancia, mentre sull’altro piatto veniva posta una piuma, la piuma di Maat (Verità, Legge, Giustizia). Da questo deriva il nostro concetto di leggi e di giudizio, come pure il simbolo della bilancia della giustizia dei nostri odierni tribunali.

Se il cuore del defunto pesava meno della piuma della Verità, allora egli andava a godere le gioie del paradiso nell’oltretomba con Osiride. Alla cerimonia della “Pesatura del cuore”, nella Sala del Giudizio, partecipava anche Ammut. Ammut era la “Divoratrice dei Morti”, una dea spaventosa e demoniaca con testa di coccodrillo, tronco di leonessa e parte inferiore del corpo di ippopotamo. Se il cuore del defunto pesava più della piuma della Verità, Ammut lo divorava immediatamente. Ciò significava che il trapassato perdeva ogni esistenza, il destino più orribile per un Egiziano.


La pesatura del cuore del defunto ad opera di Anubi nell’oltretomba egiziano

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Satana
I seguaci del dio Anubi sono anche coloro che si opposero, ed alla fine contrastarono, l’introduzione nell’antico Egitto del monoteismo da parte del Faraone Akhenaton e di Khor-Aten (vedere il libro di Daskalos, Il Simbolo della Vita ). Inoltre fu il loro discredito dell’adorazione dell’unico Dio di Akhenaton, Aten, chiamandolo in maniera maligna, che produsse la parola Satan. Nella linuga egiziana antica “Sa” significa Verità ed “Aten” era l’Assoluto - Dio. Così, Sa-Aten significava in origine la “Verità di Dio”. Ma i seguaci di Anubi rovinarono tanto la reputazione di Aten e riscrissero in tal modo la storia che “Sa Aten” fu conosciuto come Satana (il maligno).

Molto più tardi, negli scritti ebraici, satana fu scritto come ha-satan, “il satana”. A quei tempi satana si riferiva al titolo di un membro della corte divina che serviva Dio viaggiando sulla terra e spiando gli esseri umani. Ancora più tardi, nelle dottrine dualistiche ebraiche e cristiane, la parola Satana divenne il nome proprio dato all’avversario di Dio e dell’uomo, nel modo in cui noi oggi pensiamo a lui.

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5Dr. Stylianos Atteshlis, Il Simbolo della Vita, Edizioni Il Punto di Incontro, Vicenza, 2002 (n.d.T.)

Origene (185 – 254)
Anche i primi cristiani dovettero affrontare il concetto di Ade o inferno. Uno dei punti di maggiore interesse fu quanto tempo sarebbero durate le punizioni dell’inferno. Erano permanenti, oppure sarebbero veramente terminate un tempo?

Nel terzo secolo lo scrittore e teologo cristiano Origene e la sua scuola, insegnarono che lo scopo di queste conseguenze era temporaneo, che erano solo espiatorie e proporzionate alla colpevolezza della personalità. Origine insegnò che la punizione sarebbe terminata per tempo e che l’effetto finale sarebbe stato di purificare sia le creature umane che i demoni.

Purtroppo questa dottrina non fu accettata dal secondo Concilio di Costantinopoli. Quindi la Chiesa ufficiale scelse di adottare la credenza nelle punizioni eterne dell’inferno. Successivamente questa credenza passò nei credi delle Chiese Riformate. Però i pensatori più avanzati del Rinascimento rifiutarono l’idea di un inferno eterno.

Origene nacque ad Alessandria d’Egitto. Fu uno scrittore molto prolifico con circa 6000 opere (tra rotoli e libri). Accostò la filosofia greca alla religione cristiana. Propose l’idea del Cristo come Logos, o Verbo Incarnato, che risiede col Padre dall’eternità. Origene si stabilì a Cesarea e fondò una scuola di letteratura, filosofia e teologia. Durante le persecuzioni romane contro i cristiani fu imprigionato, torturato e quindi rilasciato nel 251. Morì 4 anni dopo in seguito alle ferite riportate.

Avvalendosi dell’Apocalisse di San Giovanni, Origene apportò alcuni cambiamenti all’antico Simbolo Egiziano della Vita, trasformandolo in un simbolo puramente Cristiano e lo trasmise agli Esseni. Il Simbolo della Vita è stato recentemente insegnato da Daskalos (Vedere “Il Simbolo della Vita” 6).

“Ogni anima viene in questo mondo rafforzata dalle vittorie o indebolita dalle sconfitte delle sue vite passate. Il suo posto in questo mondo è determinato dalle passate virtù e dai passati difetti.” – Origene

Nessuno può trattenere qualcuno in un inferno contro la sua volontà. - Daskalos
Oggi molti hanno rifiutato l’idea di una punizione fisica senza fine dopo la morte come incompatibile con gli insegnamenti di Joshua Immanuel il Cristo di Dio, il nostro Padre più amorevole. Comunque, le opinioni sono ancora molto discordanti, e vanno dal considerare le pene dell’inferno niente più che rimorsi di coscienza, fino alla più vecchia visione di un tormento fisico eterno.


Tabellone pubblicitario negli Stati Uniti che esprime l’opinione dei suoi inserzionisti

Negli insegnamenti dei Ricercatori della Verità, come Daskalos precisa sotto, l’inferno è una condizione. È di nostra creazione. Lo si può tovare come una condizione temporanea nei mondi dell’esistenza (piano noetico, psicicho e materiale). Al di là di questi inferni condizionali psico-noetici, nei mondi superiori (Stato Noetico ed oltre) si trova la Vera Beatitudine. – Daniel ©5.2001

Sul Paradiso e l’Inferno – Di Daskalos, Dalle Lezioni nello Stoa
Ho detto in una lezione: nessuno sta tenendo le registrazioni. Non c’è il “Giorno del Giudizio”. Il Giorno del Giudizio è – ogni momento. Non esiste un arcangelo o un angelo che sta contando le vostre colpe ergendosi come accusatore. È sbagliato! Loro sono amorevoli. Curano ferite, sanano fratture. Ma Cristo ha detto: “Qualsiasi cosa si semini, così in verità si raccoglierà” – è la Legge della natura dell’Essere Infinito. È la legge nel Sé interiore. Sì, qualcuno sta registrando, ma costui siete voi. State registrando ciò che state facendo. Quindi noi stiamo registrando. Dove? Nella Mente, nel subconscio. La registrazione prosegue ogni momento: voi pensate, desiderate ed agite. State registrando tutto, e secondo quanto registrate – quello che seminate – così voi raccoglierete.

Così nel trapasso (chiudendo i vostri occhi e lasciando il corpo materiale morire, dissolversi, decadere) non vi troverete mai in alcun paradiso o inferno in cui non siate già ora. Chi vi mette là? Solo le vostre vibrazioni: collocandovi con le stesse vibrazioni del piano psichico, voi entrate naturalmente nel vostro inferno o nel vostro paradiso.

Cosa possiamo fare per salvarci da questi inferni e come sono generati questi inferni? Ho detto che nel piano psichico tutto è splendido, bello. Ma, andandovi, ci si ritrova in un sottopiano di quel mondo splendido, creando col proprio subconscio (che uno porta con sé) un proprio mondo (chiudendo se stessi nel proprio guscio-inferno o guscio-paradiso). Così non si vede al di fuori: si vede ciò che si è creato con i propri desideri, passioni, debolezze, modo di vivere.

Ora, quel guscio-inferno è immortale, eterno come insegna persino la religione cristiano-ortodossa? No! Perché questo è un insulto a Dio, a Dio che è il più misericordioso. Dio non ha creato un essere umano per vivere meno di cent’anni, (molto raramente oltre) solo per gettarlo in un inferno eterno. Questa è una bestemmia. Non accettatela! Ognuno si ritrova nel proprio guscio-inferno (o guscio-paradiso) che ha creato.

Come se ne può uscire? Qualcuno vi costringe a star lì? No! Chiunque può uscire dal proprio guscio-inferno, se lo vuole. “È una grande gioia per gli angeli del cielo...”, come dice Joshua il Cristo, "...per colui che torna a casa”, alla sua propria natura, mentre vive sul piano materiale (o negli altri piani).

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Quindi, non c’è il Giorno del Giudizio, nel senso in cui viene presentato. No! Il Giorno del Giudizio è ogni momento: attraverso quello che uno fa, egli giudica se stesso e crea il modo in cui andrà a vivere.

Lo ripeto, nessuno, uomo o donna, trapassando, può trovarsi in alcun paradiso o in alcun inferno in cui non sia già adesso. Abbiamo paradiso e inferno anche sul piano materiale. È la disposizione della nostra personalità. Farò un esempio: un fatto che è accaduto qualche tempo fa in un grazioso e lussuoso albergo in montagna, là nella foresta, fra i pini. Vedere la luce del Sole, sentire il mormorio dei ruscelli, il vento piacevole, la brezza, sì, è una specie di paradiso! Lo potete sentire. Luce, aria fresca, tutto bello. In quell’albergo, molto lussuoso, c’era un uomo molto, molto ricco, mai soddisfatto della sua vita o di niente, continuamente preoccupato e in lotta coi suoi simili, che nella sua stanza trovava solo disperazione. Nella stanza accanto c’era una persona [un operaio] che diceva: “Ora, lavorerò tutto l’anno, risparmierò qualcosa, ma non posso permettermi di vivere più di una settimana in questo albergo. Dovrei risparmiare del denaro e venire qui, stare qui – e vivere.” Entrambi erano in quell’albergo. È un albergo di Cipro. Il primo giorno, quell’uomo, l’operaio, aprì la finestra, iniziò a respirare, ascoltò la musica (come egli disse) dell’aria, l’aria fresca, ascoltò lo scorrere del ruscello, e disse soltanto: “Oh, Dio, grazie. La natura è così buona, è un paradiso per chi può goderla.” Fece una preghiera da lui creata – e credetemi, queste preghiere sono accettate più facilmente da Dio di qualunque preghiera ripetuta, che non significa niente per noi. Col cuore, fece una preghiera di ringraziamento. Si sentiva molto felice. Improvvisamente, fu scosso udendo un colpo. Nell’altra stanza l’uomo ricco, stupidamente, commise suicidio. Essendo ricco avrebbe potuto permettersi di vivere nell’albergo tutto l’anno, se lo voleva. Ma non poteva vedere il paradiso. Non poteva vedere la bellezza della natura. Non poteva sentire la soddisfazione della vita. Osservate queste due persone: lo stesso ambiente, lo stesso luogo. Una nel proprio inferno, una nel proprio paradiso.

Quando una persona trapassa, non pensate che vi siano Arcangeli castigatori che lo prendono e gli dicono: “Vieni qua! Queste sono le registrazioni. Il Libro! Hai fatto questo e quello. Meriti di entrare in questo inferno (o di godere di questo paradiso)”. No. Vi troverete semplicemente dove meritate di essere. Le vibrazioni del vostro corpo psichico vi sintonizzeranno con quel paricolare sottopiano del piano psichico e vi troverete nel sottopiano psichico con cui state vibrando adesso. Nessuno che trapassi può trovarsi in alcun paradiso o inferno nel quale non si trovi già adesso! Vi si troverà con le stesse passioni, lo stesso modo di pensare, lo stesso modo di sentire – come è ora nel corpo materiale. Soltanto, troverà queste cose alquanto più intense.

Non vi è nessun cambiamento là? Certo che c’è. Come c’è cambiamento in ogni cosa nel piano materiale, così vi è cambiamento anche là. Ma chi farà il cambiamento? La vostra comprensione e la vostra disposizione. Vi sto dicendo questo per mezzo dell’esperienza degli aiutatoiri invisibili. Nessuno può trattenere qualcuno in un inferno contro la sua volontà.

Ma, come può uno lasciare il suo inferno se ritiene che esso sia il suo paradiso? Questo è un punto. E c’è qualcosa d’altro, naturalmente: come si può stimolare un uomo a cambiare? Nello stesso modo in cui lo farà qui sulla terra. Supponete che qualcuno voglia cambiare casa e vivere in un modo migliore in questo piano materiale. Cosa si può fare? Portare quella persona in un’altra casa, più grande e più bella, con più servizi e comfort, in modo che possa vederla, e poi, egli stesso, confrontarla col luogo dove vive ora. O ancora, mostrategli una casa migliore in un luogo migliore vicino al mare o alle montagne. Mostrategliene tre o quattro, ed egli farà il confronto. Se gli chiedete: “Dove ti piacerebbe vivere ora?”, egli dirà: “Vorrei vivere là”, se lo decide (ed è autorizzato a farlo). Ma siete sicuri? Tutte le persone sono pronte a lasciare le loro capanne per case migliori? Io vi dico: no!

Questa è la difficoltà. E, vi dico, nessuno nel piano psichico forza una persona a restare in uno stato (chiamatelo inferno) se egli lo vuole abbandonare. Qual è la scelta degli aiutanti invisibili? Fargli vedere condizioni migliori e fare un confronto. Se lo desiderano – allora bene.

Il paradiso di un uomo è forse l’inferno di un altro. Ma non è lo stesso sul piano materiale? Ci sono molti, molti di tali esempi. ~ Daskalos